COMUNE DI CASTIONE ANDEVENNO, PROVINCIA DI SONDRIO
-TERRITORIO

Lineamenti geologici del territorio
di Francesco Bedogné

Il territorio del comune di Castione appare suddiviso in due settori dalla linea del Tonale, o linea insubrica, che decorre in direzione est-ovest circa 1500 metri a nord dell'alveo dell'Adda.
Si tratta di un'ampia fascia di rocce intensamente e minutamente fratturate, così da costituire la linea di minor resistenza percorsa dal ghiacciaio dell'Adda nel suo cammino verso la pianura, che separa il basamento cristallino delle Alpi Orobiche dalle radici delle Alpi Retiche.
Immediatamente a sud della linea insubrica, anche se in gran parte ricoperto dalla conoide del torrente Vendolo e dal materasso alluvionale dell'Adda, affiora un lembo di micascisti muscovitici, gli scisti di Edolo, talora tempestati di granati rosso-bruni che sporgono in superficie conferendo alla roccia un aspetto "bernoccoluto”. Attraverso una sequenza di lenticelle quarzose si possono localmente osservare forme di transizione verso vere e proprie quarziti, bianco giallognole per impregnazione di minerali ferrosi.
Molto più esteso ed articolato appare il settore settentrionale, impostato entro formazioni rocciose in buona parte metamorfiche, riferibili alle unità austroalpine di probabile età arcaica, le più superficiali dell'edificio tettonico alpino.
Le Austridi costituiscono un complesso di gneiss e micascisti, con frequenti compenetrazioni reciproche, raddrizzati in giacitura subverticale o comunque con i valori di inclinazione molto accentuati caratteristici della zona di radice dei ricoprimenti alpini. Gneiss e micascisti, simili per composizione mineralogica con presenza costante di feldspati, miche e quarzo ad indicare un chimismo marcatamente acido, si distinguono per il diverso grado di scistosità e per il diverso aspetto che conferiscono al paesaggio.
Gli gneiss, discretamente resistenti all'abrasione, si suddividono in lastre massicce, le "beole”, e disegnano forme localmente aspre e dirupate. I micascisti, facilmente erodibili, si sfaldano in scaglie sottili e consentono lineamenti più dolci ed arrotondati.
I termini più rilevanti della serie metamorfica, procedendo da sud verso nord, sono:

Gneiss del Tonale
Scisti di colore scuro per l'abbondanza della biotite, la mica nera, spesso ricchi di aghetti di sillimanite e di granuli di granato, ad indicare un ambiente genetico molto profondo.

Formazione della Punta di Pietra Rossa
Micascisti con frequenti passaggi verso gneiss minuti chiari, talvolta attraversati da lenti allungate di calcari cristallini bianchi.

Gneiss del monte Canale
Gneiss e micascisti muscovitico-epidotici, sovente cloritici, riconoscibili per il colore grigio-verdastro e per la fratturazione scheggiosa, formatisi in un ambiente genetico di media profondità.
In corrispondenza della sommità del monte Arcoglio affiorano poi letti di un calcare cristallino bianco, sormontati da una dolomia giallastra, resa cavernosa da evidenti fenomeni di incarsimento.
La formazione della punta di Pietra Rossa e gli scisti di Edolo appaiono compenetrati dalla granodiorite di Triangia, roccia intrusiva inseritasi durante le fasi tardive del ciclo magmatico alpino. E una roccia compatta, senza segni evidenti di alterazione chimica e fisica, chiara, costituita in prevalenza da plagioclasio bianco, quarzo vitreo, orneblenda verde e biotite nera.
Tutte queste formazioni rocciose sono parzialmente ricoperte da detriti di falda e da depositi morenici quaternari, che raggiungono un rilevante sviluppo in corrispondenza della fascia pedemontana e dei terrazzi morfologici di Pra' della Piana e di Prato Secondo.
A livello di fondovalle il materasso alluvionale dell'Adda è in buona parte ricoperto dalla conoide del Vendolo, chead occidente giunge a saldarsi con la conoide del Postalesio.
 

Flora e fauna
di Paride Dioli

Il territorio del comune di Castione presenta una serie di ecosistemi che mutano fisionomia con il succedersi delle varie fascie altitudinali, dalla quota 279 (rive dell'Adda) sino ai 2490 m del M. Arcoglio. Per conoscere la composizione floristica e faunistica, è consigliabile procedere dal basso verso l'alto esaminando via via gli elementi che si sovrappongono e quelli che scompaiono.

Il fondovalle
L'ambiente fluviale caratterizza la parte più bassa del territorio comunale: è ancora presente qualche greto, con alcuni recessi palustri, nei ritagli della fascia pianeggiante lasciati liberi da insediamenti produttivi. L'Adda ospita ancora alcuni pesci come la Trota indigena (Salmo lrutta fario) e il Temolo (Thymallus thymallus), oltre alla Trota iridea (Salmo gairdneri) importata dal Nord America per esigenze pescasportive. Sono invece diventati una rarità, negli ultimi anni, l'Anguilla (Anguilla anguilla) e lo Scazzone (Cottus gobio) un tempo comunissimi. Era certamente presente, lungo l'Adda, la Lontra (Lutra lutra), mammifero mustelide che si ciba di pesci e che nuota abilmente nell'acqua dei fiumi e dei laghi. Ricerche accurate vengono tutt'ora condotte anche nel territorio del comune di Castione da parte degli esperti del "Gruppo Lontra - Italia" (che fa capo al WWF) per appura re l'eventuale sussistenza del prezioso carnivoro in via d'estinzione. Infatti non si esclude affatto la sua presenza: segnalazioni recenti potrebbero dimostrare che qualche popolazione sopravvive lungo l'Adda ancor oggi, nonostante la presenza di elementi di disturbo (scavi, turisti, pescatori, ecc.).
Le zone umide che ancora assumono qualche interesse sono localizzate oggi ai piedi delle propaggini alpine, alle spalle dei capannoni che fiancheggiano la strada statale 38 (località "Rosetta” ).
Qui i prati tendono ad impaludare e, negli avvallamenti, tra belle piante secolari di Salice, si possono osservare i resti di canneti ben più estesi sino a qualche decennio fa: vi si trova, talora, la Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus) che nidifica nei cespugli vicini alle pozze ed è facilmente riconoscibile per la "mascherina" rossa sopra il becco, tra gli occhi, e per il sottocoda bianco. Tra i rami e nell'incavo dei vecchi salici non sono rari, in luglio soprattutto, alcuni curiosi insetti dalle lunghissime antenne (Coleotteri longicorni o cerambici) che, con le loro larve, grosse quanto un dito, triturano il legno marcescente trasformandolo in humus, con la complicità di funghi e batteri. Dalla vita dei vecchi alberi nasce la vita per migliaia di animali invertebrati, in un ciclo continuo che è alla base dell'equilibrio naturale. Ricorderemo in particolare l'Aromia (Aromia moschata) un cerambice verde dall'odore penetrante di muschio, che gli anziani del paese erano soliti rinchiudere nelle tabacchiere per aromatizzare il tabacco da fiuto; ancora, nei vecchi salici, regnano il grande Capricorno (Cerambyx heros), marrone-nero, con antenne nodose e l'Egosoma (Aegosoma scabricorne) dalle ali indurite e rugose, attivo solo di notte, alla ricerca di rugiada e di linfa da suggere. Per chi è fortunato, all'imbrunire, può capitare di vedere le farfalle Catocale (Catocala nupta, C. fraxini) che mostrano, sulle ali del secondo paio, una colorazione vistosa, rispettivamente rosso-purpurea e azzurro-cielo. Quando si appoggiano sulla corteccia di un salice, sopra le ali colorate ripiegano quelle grigie del primo paio: riescono così a mimetizzarsi perfettamente alla vista dei predatori.
Tra questi ultimi, uno dei più curiosi, in certe annate abbondante essendo un uccello di passo, è il Picchio torcicollo (Iynx torquilla), vorace insettivoro, con una marcata specializzazione per le formiche che cattura con la lunghissima lingua retrattile.

La fascia pedemontana retica
Tutto il territorio compreso tra Balzarro e Vendolo, da una parte, e Grigioni e Gatti dall'altra, insediamenti umani a parte, è caratterizzato da una massiccia coltivazione a Viti. Non vanno tuttavia tralasciati alcuni elementi naturali che permangono qua e là, con associazioni vegetali del tipo xerotermofilo: si tratta cioè di raggruppamenti floristici caratterizzati da spiccato adattamento ai climi caldo-secchi.
Non c'è pertanto da meravigliarsi se la conca di Castione ospita piante tipiche di climi più caldi, o arbusti che sono presenti, nelle Alpi, anche su questi monti, analogamente a certe zone aride della Val di Susa o del Trentino meridionale. Dove non viene coltivata la Vite vi sono spesso delle piccole zone prative a Festica vallesiaca, con Andropogon contortus, Silene armeria, Orlaya grandiflora, un altro indicatore del clima caldo-secco è il cosiddetto "fich d'asen (Opuntia humifusa) una crassulacea irta di spine, con fiori gialli e frutti rosso-porpora. Talora si osservano ("Grigioni, "Piatta) alcuni cespugli di Erica arborea un'altra essenza a diffusione più meridionale, tipica della macchia mediterranea.
Forse uno degli animali più vistosi in questi ambienti è il verde Ramarro (Lacerta viridis), dai riflessi azzurrognoli nel sottogola: questo sauro vive nelle pietraie e tra il fogliame della Roverella (Quercus pubescens), arrampicandosi talora su qualche Carpino nero (Ostrya carpinifolia) per crogiolarsi ai caldi raggi del sole. Il rettile più grande è però il Saettone o Colubro di Esculapio (Elaphe longissima) che può misurare sino a 2 metri di lunghezza. Dal piano risalgono in certe stagioni anche le Bisce d'acqua (Natrix natrix) che si cibano prevalentemente di anuri (rane e rospi).
Notevole è la fauna entomologica, soprattutto in rapporto alla vegetazione xerotermofila: vi si notano i coleotteri tenebrionidi Asida sp., Opatrum sp. ed Helops sp., gli eterotteri Scolopostethus cognatus e Rhyparochromus pineti (sotto l'Erica e la Calluna), la farfalla Libythea celtis, che vive esclusivamente sul Bagolaro o Frangisassi (Celtis australis).

La fascia montana a latifoglie
Il castagneto semi-selvatico, frammisto a Roverella, Carpino nero, Orniello (Fraxinus ornus) si estende sopra le ultime case di Castione-Centro sino ai Bonetti; sopra ancora, c'è un'ampia fascia di bosco acidofilo in cui predomina la Rovere (Quercus petraea) nei tratti lasciati liberi dal Castagno (Castanea saliva); la successione è spesso interrotta da alcune radure ("Piazzorgo”, “Pra Piazzo") con praterie falciate a Trisetum flavescens (Triseto, Avena d'oro) intercalate a Nardeti secondari. Lungo il torrente Vendolo e nelle vallate più ombrose, si notano invece boschi misti a Quercia, Tiglio (Tilia cordata) e Acero (Acer pseudoplatanus), intercalati a boschi cedui di Nocciolo (Corylus avellana). E il regno della Volpe ( Vulpes vulpes) l'unico canide supersite nelle Alpi valtellinesi, nonostante la spietata caccia e l'epidemia di rabbia silvestre che ne minacciano la Sopravvivenza.
Il sottobosco di latifoglie, specie nella zona di transizione alla serie successiva con aghifoglie, favorisce anche la permanenza del Capriolo (Capreolus capreolus), ungulato presente sui monti di Castione.
Fra le specie annoverate nella cosiddetta "fauna minore, sia lecito ricordare, perché facilmente visibile a chi si avventuri per i boschi, la Salamandra gialla e nera (Salamandra salamandra), un anfibio urodelo dalla splendida livrea; analogamente, tra gli invertebrati di questa fascia della media montagna, è sicuramente assai caratteristica e preziosa per Castione, la presenza della Limenite del Pioppo (Limenitis populi) una farfalla diurna che si incontra nella località Barboni e nei boschetti umidi di Soverna: è blu con macchie bianche nel lato superiore delle ali, mentre, al di sotto, assume colorazioni rossastre, con chiazze azzurre e color avorio.

La fascia montana ad aghifoglie
Oltre i 1200 metri circa, inizia qui - come in genere lungo tutto il versante retico della Valtellina - la foresta montana ad Abete rosso (Picea excelsa) o Pecceta, con intercalazioni di Pino silvestre (Pinus silvestris) o di Abete bianco (Abies alba); vi si osservano talora radure erbose, come nei boschi di latifoglie, o boscaglie di Ontano verde (Alnus viridis). Intorno ai 1400 m, non è raro il Faggio (Fa gus sylvatica) presente prevalentemente con ceppaie di giovani polloni.
Tra le specie animali caratteristiche va rilevata innanzitutto la presenza del Cervo (Cervus elaphus) e, nelle radure più solatìe, della Coturnice (Alectoris graeca saxatilis) che può scendere tuttavia anche nei coltivi posti più in basso, o spostarsi nella successiva serie alpina, come vicarante della Pernice bianca. Tra i rettili, indubbiamente temibile per l'escursionista, (solo per chi è distratto o imprevidente però!) occupa un posto di rilievo la Vipera. Sui monti di Castione si tratta quasi sempre dell'Aspide (Vipera aspis) dal capo più triangolare e più prominente rispetto al Marasso (Vipera berus), quest'ultimo più amante dell'umidità. Gli insetti sono rappresentati degnamente da due specie soprattutto: le Formiche "rosse (del gruppo 7ormica rufa ") che costruiscono grandi acervi con aghi di pino, e, nelle radure, dalla farfalla che va sotto il nome di Apollo (Parnssius apollo) con grandi ali bianche munite di cerchi rossi.
Un aspetto assai caratteristico del sottobosco è dato dalla presenza, in svariate località del comune, di funghi di ogni specie; oltre al Porcino (Boletus edulis), vi si rinvengono specie pregiate e non frequenti come il Sanguinello (Lactarius deliciosus), assai pittoresche le Amanite rosse e bianche (A manita muscaria), certamente tutt'altro che eduli.

Le praterie alpine e subalpine
Seguendo una linea, che si mantiene tra i 1800 e i 2000 metri nella parte bassa, attraverso le Alpi di Prato Secondo, Gorlo, Marscenzo, Colina, si osserva nettamente il passaggio alla prateria alpina caratterizzata dalla dominanza della Carex curvula (curvuleto) con cespugli nani di Loiseleuria procumbens.
Interessanti, soprattutto nei territori prossimi al laghetto di Colina (in parte in comune di Postalesio) i nuclei di vegetazione pioniera che colonizzano le pietraie e gli avvallamenti dove la neve è quasi perenne. Vi si nota l'Androsace alpina che forma spesso caratteristici "cuscini" di un verde intenso, costellati di fiorellini rosa, sulle rocce calcaree affioranti.
Le cime comprese tra il M. Arcoglio, il M. Canale e il M. Caldenno, ospitano nuclei di Camoscio (Rupicapra rupicaprak recentemente, in Val Masino, a Nord del comune di Castione, sono stati immessi alcuni capi di Stambecco (Capra ibex) che, durante le loro peregrinazioni, sono stati visti ,spesso in compagnia delle capre domestiche, sulle cime di Arcoglio. Popolazioni di Marmotta (Marmota marmota) sono presenti altresì nella conca di Colina e a Morscenzo. Tutta la fascia alpina del territorio di Castione, ospita poi la Pernice bianca (Lagopus mutus helveticus) detta localmente "Runcàsh".
Ad un attento osservatore della flora e al fotografo dilettante non può sfuggire la notevole fioritura dei rododendri (Rododendron ferrugineum) e di svariate specie di Primula. Nel calice di questi fiori si trovano spesso dei minuscoli insetti neri rotondeggianti (i coleotteri del genere Meligethes) o appiattiti come gli Stafilinidi omaliini, tra i quali l'Eusphalerum limbatum diolii, recentemente scoperto.
Dal più piccolo animale invertebrato al maestoso Stambecco, anche questo è un esempio della complessità dell'equilibrio ambientale presente in natura. I monti del comune di Castione offrono, sotto questo aspetto, una valida attrattiva, tutta da scoprire, legata a nuove forme di turismo che vanno alla ricerca di tutto ciò che è naturale. Si può scegliere tra la caccia rigorosamente pianificata e quasi "ritualizzata", la caccia fotografica, il "birdwatching", la macrofotografia, le osservazioni etologiche degli animali, il disegno artistico di soggetti zoologici o botanici.
Tutte queste attività si stanno oggi orientando verso un sempre maggiore rispetto per l'ambiente naturale.