Itinerari escursionistici:

Itinerari escursionistici

Il crap de la penaja, il sentiero della fatica.

L’esplicita denominazione lascia intendere che questo antico sentiero, ristrutturato e inaugurato a inizio luglio 2012, trasuda le fatiche del passato dei vignaioli, impegnati a risalirlo e scenderlo più volte al giorno con carichi a spalla. Questo storico tracciato dei vignaioli di Castione si snoda sul versante retico terrazzato a vigneti del Sassella, da quota m. 380 di Cà Bianca, poi passando per Grigioni e Ganda, raggiunge i rustici semi abbandonati di Cà Martinelli m 623.

Un itinerario sul versante solatio che serpeggia tra i poderi a vigneto nell’amenità dei luoghi rurali, senza teatralità, ma mostrando varie quinte che contribuiscono alla scena paesaggistica: muretti in pietra dei terrazzamenti in successione d’opera titanica, scalette, rampe, filari di vite. Il sentiero del "crap de la penaja" intende valorizzare il territorio, la cultura del vino locale legata al paesaggio, opportunità per approfondire la conoscenza dei prodotti tipici, le trascorse tradizioni di lavoro, facendo riferimento a luoghi e aspetti caratteristici. Vigneti e vino qui assumono valore simbolico, tanti anni di sacrifici ora ripagati. Passi da gigante negli ultimi venti anni col Nebbiolo locale portato con la ricerca ad alti livelli, analogo a quello piemontese.

L'antico sentiero è stato ripulito dalla vegetazione incolta e invasiva con il lavoro dei volontari della Pro Loco e della Protezione Civile, coordinati da Pierangelo Tognini, presidente bibliotecario e istruttore di alpinismo giovanile. All'inizio del percorso una bacheca illustra il sentiero escursionistico con tutte le indicazioni e informazioni necessarie. Da Cà Bianca ci si innalza tra i primi terrazza menti a vigneto sul versante solatio. Segnalata a sinistra si nota alla base di un muretto una roccia identificata per un interessante fenomeno geomorfologico di una remota glaciazione. L'impronta inconfondibile imprigionata nella pietra risale a oltre diecimila anni fa quando i ghiacciai erodevano le sponde dell'odierna valle. Una traccia, che scavando potrebbe rivelarci qualcosa di nuovo. Quindi volgendo lievemente ad est si risale un tratto di bosco misto con castagni verso Ganda. Il sentiero era frequentato fino agli anni Sessanta dai contadini di Cà Martinelli, di Piatta e Gatti che salivano e scendevano quotidianamente l'erto pendio con carichi a spalla, anche legna da ardere e viticci. Quindi il sentiero si fa erto, rimonta un tratto roccioso detto Crap, attrezzato con catena di sicurezza. Superatolo, in sommità esiste ancora "la posa", sedile in pietra dove appunto si posava il carico per riprendere fiato. Il panorama si è fatto ampio e attraente con ampia veduta sul fondovalle e il versante orobico di fronte. Si prosegue sul pendio ora meno ripido e con pochi passi in direzione ovest si raggiunge l'esiguo nucleo di edifici rurali cadenti di Cà Martinelli, in passato abitati in permanenza da vignaioli e mandriani di mucche, produttori di letame portato con le gerle a concimare i sottostanti vigneti di Sassella-Grisun. Cà Martinelli opportunamente rinnovata con un rigoroso restauro conservativo della sua scarna ruralità, potrebbe diventare un luogo abitativo, con un punto di ristoro, dove sostare e godere l'aereo panorama nel paesaggio garbato, tranquillo, di calma e serena pacatezza, ideale per soggiorni, per artisti, creativi e vacanzieri.

Questo sentiero è stato inaugurato ufficialmente il 4 e 5 maggio 2013 nelle iniziative relative all'Ecomuseo del Monte Rolla con sede in casa Tocalli a Triangia, per la valorizzazione delle biodiversità culturali.

 

Nuovi itinerari escursionistici

A cura di Pierangelo Tognini

Negli ultimi due anni per volontà delle amministrazioni comunali di Castione e Sondrio, si è costituito "L'ecomuseo del Monte Rolla" con l'intento di valorizzare e conservare il patrimonio storico, culturale, etnografico e paesaggistico che fa capo appunto al Monte Rolla. E' proprio in questo contesto, per non perdere la memoria storica e culturale del nostro paese, che sono stati realizzati due nuovi itinerari escursionistici.

Entrambi partono dal fondovalle, uno vuole far conoscere e apprezzare all'escursionista i tipici terreni terrazzati e coltivati a vite che producono le pregiate uve da cui si ottiene l'ottimo e famoso vino di Castione, l'altro molto più impegnativo e faticoso, ma assai panoramico, sale attraversando

il centro del paese, alcune vecchie contrade ormai poco abitate, maggenghi e alpeggi per giungere in vetta al Monte Rolla m 2277 slm.

 

Sentiero dei ricordi e delle fatiche

Così è stato "battezzato" in ricordo dei castionesi delle generazioni passate che quotidianamente percorrevano questo sentiero, quasi sempre con la gerla o il "campacc" carichi, che collegava le frazioni alte del paese con i terreni del fondovalle per lo svolgimento dei lavori agricoli.

Dalla rotonda nei pressi del Centro Commerciale lperal, si segue la strada provinciale che porta a Castione per circa 250 m fino a trovare sulla destra un parcheggio di recente realizzazione dove è possibile lasciare l'auto. Poco oltre, sulla destra, inizia una strada sterrata (detta strada di Lidina) che si percorre fino ad incrociare una strada asfaltata che ora si segue e dopo alcuni tornanti giunge alla frazione Cà Bianca m 338 slm (possibilità di visitare la bella e innovativa cantina del giovane viticoltore Alfio Mozzi, uno degli ideatori di questo magnifico percorso). Si attraversa il piccolo borgo immerso nei vigneti e superate le ultime case, si imbocca sulla sinistra il sentiero che attraversando una zona tutta terrazzata a vigneti, sale rapidamente alla frazione Grigioni m 424 slm. Seguendo la segnaletica, si entra nell'abitato e si raggiunge una piazzetta con fontana (qui altra possibilità di visitare una bella cantina di proprietà di Paolo Piatta). Si imbocca ora un vicolo in direzione est fino ad incrociare la strada asfaltata che si segue fino ad una piazzetta. Ora la segnaletica ci fa salire una scaletta sulla sinistra e poi seguiamo il sentiero che in breve ci porta ad incrociare la strada che collega la contrada Moroni (di Castione) con Triasso Si svolta a sinistra (ovest) e dopo circa 150 m si trovano i cartelli che in direzione est, ci portano alle case di Ganda m 521 slm, dove nei pressi di un vecchio casolare sulla destra, sono state ritrovate importanti incisioni rupestri descritte da apposito cartello. Ritornare sulla ripida sterrata e al primo tornante a destra, imboccare un sentiero sulla sinistra (la vecchia strada vicinale Ganda-Martinelli). Poco dopo una ripida salita e aiutati da una catena metallica, si supera un tratto di sentiero molto esposto scavato nella roccia (Crap de la penaja), si prosegue ancora su un breve tratto roccioso ma ben gradinato, e in breve si giunge al vecchio tipico agglomerato rurale di Cà Martinelli, m 623 slm, quasi in completo stato di abbandono. Da questo stupendo terrazzo, si apre un bellissimo panorama sulla Valtellina fino ad Ardenno. Si attraversa il vecchio nucleo e imboccando un sentiero sempre molto panoramico, in breve si giunge ad incrociare la strada provinciale all'inizio della frazione Piatta. Si entra nell'abitato e seguendo le segnalazioni lungo la strada, nei pressi di un palo con trasformatore, si imbocca in direzione est il sentiero che porta ad incrociare la vecchia strada per Triangia. La  si segue fino ad incrociare sulla destra le segnalazioni che ci portano al "Masso Altare" m 775 slm, altro importante sito archeologico. Il ritorno può avvenire lungo il percorso di salita oppure si può scendere in paese lungo la strada provinciale e quindi giungere al parcheggio di partenza.

 

 

Sentiero panoramico del Monte Rolla

"La cima di Rolla, segnata sulla carta dello stato maggiore austriaco col nome di Monte Sterile, non ostante la sua poca altitudine ha vastissimo panorama. Tutto il gruppo del Bernina coi suoi mari di ghiaccio si vede da lassù, e il Pizzo Scalino, e i gruppi di Corna Mara, dell'Ortler e dell'Adamello, e tutte le Prealpi, e tutta la Valtellina da Mazzo alle montagne del Lago. Aggiungasi che la salita può farsi lungo una via sempre amena e ricca anch'essa di splendide vedute. Il bacino superiore del lago di Como si scorge poco prima di giungere a Pra Secondo. Per tutto ciò ne pare che questa salita, così facile anche alle signore, sia veramente raccomandabile. Dalla cima Rolla, lungo la cresta occidentale si giunge in poco tempo alla bocchetta di Valdone, dalla quale si può scendere all'alpe omonima, e ai Cagnoletti sopra Arquino. Proseguendo invece ad occidente nella valle del Bocco, si arriva in breve a Morscenzo (1950 m), vasta alpe, dove si trova presso i pastori cortese ospitalità, buon latte e buon burro." (da Guida alla Valtellina edita dal Cai Valtellinese nel 1884 a cura di Fabio Sesta).

Mi piace iniziare la descrizione di questo meraviglioso e lungo itinerario con un brano che ho tratto da una vecchia guida alpinistica edita dal CAI Valtellinese nel 1884.

 Il primo tratto di questo percorso collega il centro del paese con le frazioni alte ed era utilizzato quotidianamente prima che venisse realizzata la carrozzabile di collegamento. E' un itinerario lungo e faticoso, ma è possibile, organizzandosi con le auto, interrompere e riprendere l'itinerario

in diverso punti. Dalla rotonda nei pressi del Centro Commerciale Iperal, si segue la strada provinciale che porta a Castione per ca 250 m fino a trovare sulla destra un parcheggio di recente realizzazione dove è possibile parcheggiare l’ auto. Si percorre la provinciale superando le prime curve, e dopo una decisa svolta a sinistra, si imbocca sulla destra una  strada che sale in mezzo ad una zona di case e di recente costruzione. Si attraversa per irnboccare la strada che ci porta all’antica contrada Canovi mt 334 slm.  Superato l’abitato, la strada diventa sterrata e la si segue fino nei del cimitero dove si riprende la strada asfaltata che porta alla frazione di S. Rocco (m 420slm) e precisamente al piazzale dell’ ex chiesa dedicata appunto a S Rocco, ora sconsacrata, e che dopo importanti restauri è adibita ad auditorium Si imbocca ora il selcialo che attraversa tutto il centro del paese e che continua dopo le ultime case fino a raggiungere la località Torchio m 674 slm. Si seguono le segnalazioni che ci fanno percorrere un breve tratto di strada per poi entrare nel bosco e riprendere la mulattiera che ci porta alla frazione Cadoli m 815 slm.

 Si prosegue, e in poco tempo si raggiunge la vecchia frazione Mangialdo m 881 slm. Seguendo sempre la mulattiera, in breve si giunge alla frazione Barboni m 980 slm, dove si incrocia la strada asfaltata. Si segue in direzione Ovest fino alle ultime case dove si riprende il sentiero che ci porta al maggengo Piazzò m 1250 slm. Ora il sentiero si fa decisamente più ripido e passando in un bel bosco di faggi, si raggiunge l'alpe Corti m 1500 slm. Quasi in cima ai prati, il sentiero incrocia una deviazione a destra che conduce all'alpe Piastorba, raggiungibile in auto salendo da Triangia. Noi proseguiamo e in breve raggiungiamo l'alpe Prà della Piana m 1694 slm, posto stupendo, ma purtroppo delle vecchie baite sono rimasti solo i ruderi. Seguiamo il sentiero che entra in un bosco di conifere e dopo poco raggiungiamo l'alpe Prato Secondo m 1938 slm. Poco sopra le baite incrociamo la strada sterrata che sale da Triangia e permette di raggiungere gli alpeggi di Morscenzo e Colina (attenzione che per percorrerla con l'auto occorre pagare il pedaggio ed ottenere l'autorizzazione in comune).

La attraversiamo e saliamo verso un bacino dell'acquedotto comunale dove imbocchiamo nuovamente il sentiero che sale in direzione prima nord poi ovest fino a raggiungere la cresta nord-ovest del Monte Rolla. La seguiamo con facilità e in breve guadagnamo la panoramica vetta.

La discesa si effettua per la via di salita oppure, si può scendere alla bocchetta del Valdone e, passando per gli alpeggi Vendul Gorlo e Ortica si segue il sentiero (attenzione in alcuni punto a non perderlo) che ci riporta alla località Torchio e quindi in paese.

 

 

I torchi dell'uva

L'Ecomuseo del Monte Rolla verso la fine di ottobre propone un tour di visita in varie frazioni ai torchi dell'uva e agricoli per non perdere la memoria storica e rurale del territorio di Castione. Inoltre è opportunità di assaggi di vino, di caldarroste e di degustazione dei prodotti tipici.

Nel Comune di Castione esistono antichi torchi a vite per uve costruiti da una cassa cilindrica entro cui ruota su una vite senza fine una pressa per la torchiatura delle vinacce. I torchi visitati nel tour si trovano a Balzarro nella cantina Callina e a Grigioni nei pressi della cantina di Paolo Piatta.

 

 

La via dei terrazzamenti: paesaggio, ruralità, cultura, enogastronomia

Promosso dalla Provincia col contributo della Fondazione Cariplo, il Distretto Culturale della Valtellina, sabato 19 ottobre 2013, ha inaugurato vari chilometri della "VIA DEI TERRAZZAMENTI", percorso ciclo-pedonale ultimato nel 2014, di circa 70 Km tra Morbegno e Tirano.

E' sviluppato nel fascino rurale e paesaggistico dei terrazzamenti a vigneto dei più celebri vini di Valtellina, con l'intento di valorizzare le risorse del territorio.

L'itinerario coinvolge anche imprese, aziende agricole, cantine, ristoranti, attori principali di soste e accoglienza.

Il territorio di Castione è protagonista con le località, da Balzarro a Vendolo, e le sue emergenza culturali di testimonianze storiche, petroglifi, ruralità, mulini, segni della fede, enogastronomia. Cartelli in loco, immagini, schede esplicative aiutano a comprendere la conoscenza dell'ambiente percorso.

Sono itinerari da godere osservando, ammirando, sostando a visitare.