Viticoltura locale:

Viticoltura locale

La Pro Loco e il Ciapel d'oro:  premiata "civiltà del vino" di Castione

La produzione di vino in Provincia di Sondrio è antica, storica e nel corso dei secoli ha assunto rilevante importanza economica. Gli stessi terrazzamenti a vigneto da Morbegno a Tirano caratterizzano il versante solatio retico, disegnano e identificano una precisa identità al territorio.  Castione Andevenno è una delle località più "mediterranee" della Valtellina, favorita da un particolare microclima soleggiato anche in inverno, tanto che agevola la crescita di piccoli fichi d'India, autentica rarità alpina e la coltivazione della vite. Una delle principali sagre del vino in provincia, di rilevante partecipazione, è il "Ciapel d'oro", che si rinnova ogni estate a luglio. Nato nel I 984 organizzato dall'Associazione Viticoltori Valtellinese e la Pro Loco è man mano cresciuta ed ora beneficia del sostegno del Comune, Provincia, Comunità Montana di Sondrio, Consorzio Tutela Vini Valtellina, Pro Vinea della Fondazione Fojanini. Il ciapel d'oro ha reso il piccolo paese di Castione sempre più conosciuto per la sua  premiata "civiltà del vino". Non a caso nel 20 12 nel debutto della Pro Loco nel mondo dei piccoli viticoltori si è classificata al secondo posto nella categoria residenti in paese e anche nella classifica generale, su un totale di oltre 160 partecipanti. Un risultato eccellente. Mostre, musica, iniziative varie completano l'evento. Degno di nota è il giovane diciannovenne Ivan Mevio (1994) classificatosi terzo nella categoria Valtellina Superiore Docg, partecipante per la prima volta. Neodiplomato all'Istituto Agrario di Sondrio, dotato fino da bambino di passione agricola, trasmessa dal nonno col quale andava in vigneto sul trattore. Ora ha iniziato a coltivare circa un ettaro e mezzo di vari appezzamenti sparsi, ognuno dei quali esprime carattere e tipicità. Già nella vigna si cura la varietà che può esprimersi al meglio con attenzione, affinché ogni grappolo raggiunga il massimo potenziale per dare vita a vini di alta qualità. Non è un segreto, il buon vino nasce in vigna. Ogni viticoltore conferisce alla cantina tutta la propria produzione con opera continua di affinamento e lavorazione, sviluppando le singole caratteristiche dell'uva. Proprio da questa cura nascono vini di qualità confermando le aspettative delle preziose produzioni del Valtellina Superiore docg Sassella.

Non a caso lo storico grigione e governatore Giovanni Guler Von Weinech già nel 1616 riferiva che i vigneti di Grisoni producevano "il vino migliore e più forte di tutta la valle". 1 produttori di questa feconda terra vennero declamati anche da Giuseppe Napoleone Sesta nel 1871: "Quello è Castione che qual bianca nube in ciel sereno tra le vigne e i prati ....aurati pomi dal sapor di miele, polposi fichi e saporiti vini, son di quegli orti delicato frutto". Nell'odierno indebolimento dei poteri centrali nazionali c'è da augurarsi che gli enti locali a sostegno del Ciapel d'oro, evento di serio lavoro e di schietta economia locale di piccoli vignaioli e d'eccellenti vini, non diventino opportunità di merce di scambio per logiche di consenso elettorale. La premiata civiltà del vino di Castione deve crescere e affermarsi, per trasmettere conoscenza, per tutelare i terrazzamenti a vigna e la qualità della vita di tutti.

 

Il terrazzamento a vigneti del Sassella

Il paesaggio agrario di vigneto a terrazzi del Sassella in territorio di Castione è tra i più tipici in Valtellina. "Saporosi vini son di quegli orti delicato frutto" affermava il poeta Giuseppe Napoleone Sesta nel 1871, in un suo libro edito da Sonazzi di Sondrio. il paesaggio si delinea ordinato, rigoglioso, in una conca esposta al sole e riparata dai venti, incuneato in una ampia fascia sopra il fondovalle. Dossi e balze di rocce moreniche ferrigne affiorano in forme e cromatismi plasmati dai terrazzamenti a vite, caratteristiche ed evidenti nei regolari allineamenti. E fichi d'india o puntia dai fiori gialli sono indicatori dei luoghi più caldi. Vigneto a terrazzi che qui esprime, in ristretto ambito, il massimo grado delle proprie caratteristiche. Muri in pietra a secco formano gradoni che scalano il ripido fianco del monte. Sono stati edificati dai vignaioli con lavoro e fatica secolare, curati riportando a spalla gerle di terra, dilavata dalle piogge e asportata dai terrazza menti. Fatica, sudore e tenacia. La roccia e il sasso moltiplicano l'apporto di calore solare. Filari di vite allineati e ordinati, collegati da ripide scalette in pietra, in armoniose geometrie, risultato di tanta costanza dei vignaioli.

A Castione il vino Sassella era noto come "Grisun". "Fa vini ottimi, massime la contrada che li dicono Grisone, - scriveva un anonimo del Seicento - che fa vini moschati dolzi al paro de Montefiascone in Ombria o Romagna". Il governatore grigione Guler Von Weineck affermava nel medesimo secolo: "Fra le nude rocce si porta il terriccio in quantità sufficiente perché i tralci che si vogliono impiantare possano farvi radice ... "  E nel 1615 proseguiva: "AI di sopra del fondovalle s'innalza una collina rocciosa e soleggiata, ma fertile di vino detto Grisoni: essa produce il vino migliore e più squisito di tutta la valle, vino che si può conservare dolce per lungo tempo e che dai mercanti viene esportato per venderlo alla corte degli imperatori, dei re, dei principi e dei più nobili signori". Il paesaggio viticolo di Castione esprime un valore a livello locale e universale, patrimonio di viticultura e di salvaguardia del territorio, di tradizione storica, culturale e ambientale. Non solo come vigna, ma come contenuto ed espressione del lavoro umano. Col rilancio della viticoltura negli ultimi decenni sono fiorite iniziative come "Cantine aperte", integrate per sviluppo dell'indotto, mostre di vini e di prodotti tipici locali con degustazioni, congressi, eventi studio di comparto, attivazione di percorsi nei vigneti terrazzati, incentivazione di ristoranti tipici, agriturismo e il celebre "Ciapel d'oro".

Piccoli viticoltori conferiscono le loro produzioni a esperti enologi o in collaborazione con la Fondazione Fojanini, in modo da poter apprendere fondamentali nozioni e tecniche di enologia per poter realizzare produzioni d'alto livello per più ampie prospettive di lavoro e di commercializzazione di ottimi vini. Influisce il clima mutato, con il caldo che sale in quota e aiuta le uve a maturare meglio. E già il vino si fa digitale con la sperimentazione di sensori che misurano l'umidità del terreno, lo zucchero contenuto nelle uve, per la conquista del mercato. Ma la maggior parte dei vignaioli preferisce affidarsi alla propria esperienza e capacità  di cura e attenzione, d'intuizione sul momento della vendemmia.

 

Sassella, Gotha dei vini

Il vino della Valtellina con il trascorrere dei secoli non ha mutato le sue caratteristiche fondamentali. Nasce ancora dai vitigni di Nebbiolo che in valle vengono chiamati chiavennaschi. Sono gli stessi che danno origine ai più nobili vini piemontesi: Barolo e Gattinara. Nelle zone a denominazione di origine controllata (D.O.C.) prima della pigiatura si procede all'eliminazione dei grappoli meno belli e alla mondatura degli acini  ammuffiti, immaturi o compromessi. Le uve crescono e maturano sui pendii terrazzati rivolti a mezzogiorno, su fasce di terra portata lassù a spalla, gerla dopo gerla, da generazioni di vignaioli. Da quelle uve si ricavano  pregiati vini di gran nome: Valtellina, Sassella, Grumello, Inferno, Valgella. Vini conosciuti e stimati già dagli antichi. Li  menzionava con entusiasmo Virgilio, li celebrava il vecchio Catone, ne ha scritto Marziale ed erano apprezzati da Plinio e Strabone, nonché l'imperatore Augusto che godeva fama di essere parsimonioso di cibo e bevande. Pochi motti sono stati fortunati come il medievale "in vino veritas", ossia "nel vino la verità". Nonostante gli sforzi dei filologi, non si trova in questi termini né in Orazio e in Plinio, che utilizzarono un accostamento tra vino e verità, già noto ai romani grazie a un proverbio greco. Il quale riportato da Alceo, passò nelle pagine di Platone e nella Vita di Altaserse di Plutarco: "Vino fanciullo mio, e verità". Il frutto della vite è sempre piaciuto anche a letterati e filosofi moderni. Giosuè Carducci dedica un'ode patriottica "A una bottiglia di vino del 1848": Rezia salute di padri liberi! figlia ed a nuove glorie più libera!! E' bello al sole de l'Alpi/ mescere il nobil tuo vino cantando! Il Sassella è nettare ricercato anche dagli stranieri. Lo  scultore tedesco Heraldus di Halle nel 1497 preferiva farsi saldare le sue competenze dai  bormini con un carico di sei some di vino. Gli eserciti imperiali nel 1621 sceglievano diecimila brente di vino piuttosto che diecimila scudi in denaro. Nel processo di vinificazione, dopo la pigiatura, si procede ad un appropriato dosaggio di mosti e vini al fine di ottenere un prodotto dalle caratteristiche uniformi e costanti nel tempo,. A fermentazione ultimata nei grandi tini si esegue la svinatura, ossia separazione del vino dalle vinacce e successivi travasi. Quindi inizia il vero e proprio invecchiamento in botte che deve durare almeno tre anni e anche di più per riserve particolari. Il vino non raggiunge il suo apice in botte, ma successivamente in bottiglia, dove si formano quei composti di natura eterea che concorrono al bouquet dei grandi vini. Quando si stappa la bottiglia è bene lasciarla "respirare" aperta un paio d'ore a temperatura ambiente, Ecco il momento solenne per degustare nei calici il prezioso vino color rubino che esalta il gusto dei cibi di questi monti.  L'obiettivo è quello di creare un polo del vino che sia sempre più rappresentativo della realtà di Castione e della Valtellina, da far conoscere e collocare nel mondo.

 

Il buon vino

Per ottenere un buon vino regola fondamentale è di non stressare la vigna, tornando a metodi tradizionali e puntando su mezzi biologici. L’ecosostenibilità è motivo di buon senso nella viticoltura per l'obiettivo di  miglior qualità nel prodotto finale. Quindi nel rispetto della natura si fa produrre una pianta meno di quello che potrebbe, senza stressare vigna e terreno. Un po' di chimica può aiutare solo se non si tratta di produzione biologica. La difesa foto sanitaria della pianta è forse la fase più delicata e rischiosa per l'ambiente, poiché richiede l'uso di anticrittogamici. Non si usa più il verderame, bensì prodotti sistematici

che proteggono l'uva e il grappolo da muffe e marciume in seguito alle piogge. Comunque per ridurre l'impiego di fitosanitari i segreti del mestiere si tramandano da vignaiolo in vignaiolo. Si recuperano sistemi del passato concimando ancora col letame, utile per mantenere in forma la vite. Così è possibile attuare viticoltura ecosostenibile utilizzando buon senso, consumo d'acqua e altre variabili, linee guida da adottare per una buona viticoltura.

 

Vino e cantine, calici di passione

Nel millenario paesaggio a vigneti di Castione lavorano attivamente viticoltori esperti e appassionati, coltivatori di uve nebbiolo da cui nascono i rossi Valtellina Superiore DOCG, Riserva DOCG, Sforzato DOCG e la produzione IGT di pronta beva del celebre Sassella. Dal 1976 si è costituito il Consorzio Tutela Vini Valtellina, apprezzati e conosciuti anche all'estero, in particolare New York, Paesi asiatici, Emirati Arabi. La locale Fondazione Pro Vinea è candidata al Patrimonio Unesco. II Nebbiolo, in provincia chiamato Chiavennasca è qualità prevalente di questa viticoltura di montagna storica, caratterizzata da difficoltà ambientali e tecniche. Possono concorrere all'uvaggio anche vitigni autoctoni come Pignola, Rossola, Brugnola. Profumo intenso persistente esaltato dall'invecchiamento. Tutte produzioni di etica enologica, di coraggio estetico e anticonformismo che sembrano avere nel dna i ritmi delle dinastie dei vignaioli del secolo scorso, ma col supporto delle innovative tecnologie, nella forza dell'impegno. Qui si conservano i profumi dell'uva, che invece gli additivi coprono. Qui si rinnova un passato viscerale di attaccamento alla propria terra, che fa sentire liberi, che torna a rivivere delineando così il proprio futuro. Profondo senso di appagamento in un paesaggio sereno, aspro, fertile, immagine dell'evoluzione economico sociale del micro territorio di Castione e della sua gente. Tra terrazza menti e contrade sono situate varie cantine meritevoli di visite:

Cantina Paolo Piatta

Località CASACCE, Via Grigioni. In un circuito per cantine, che avviene abitualmente a maggio con "Cantine Aperte" quella di Paolo Piatta, si incontra subito in bassa valle a Casacce, m 440, deviando al secondo tornante per Castione. È a conduzione familiare sostenuta dall'impegno di Paolo, papà Ezio e mamma Renza. Cantina gradevole nella forma e nella sostanza, in tre ambienti. moderna, asettica con tini d'acciaio, botti venete in rovere e una barrique francese per prova. Produzione media 20 ettolitri annui di vino Sassella. Da non perdere: una visita a due storici antichi torchi per uve, da restaurare con intervento della Comunità Montana, per scolaresche e turisti.

Cantina Walter Menegola

Ristorante LA TAVERNETTA, Via Ezio Vanoni 13/c. Sulla strada per Castione centro si incontra sulla sinistra l'accogliente Ristorante "La Tavernetta" dei fratelli Orlando e Walter Menegola. Di fronte ampio piazzale parcheggio e la modernissima, ampia cantina dei F.lli Menegola, viticoltori dal 1850. Con grande entusiasmo e forte impegno nel 2006 hanno fondato l'omonima Casa Vinicola e realizzato la cantina interrata. All'ingresso fisse a parete fanno bella mostra i frontali di tre grandi botti storiche in legno di   stagno dell'azienda del nonno, fabbricate dall'abile falegname Nodio, detto mastro Geppetto. Un grande tino d'acciaio rotovinificatore scarta perfino i semi degli acini d'uva. Internamente, dentro la montagna altri vasti e moderni ambienti con attrezzatura d'avanguardia: vasche d'acciaio da 60 hl. per decantazione e botti per vinificazione e stoccaggio. I vini prodotti sono: ORANTE, Valtellina Superiore DOCG, con vinificazione di 7 gg. di macerazione a contatto con le bucce a temperatura controllata di 30° C. Affinamento di 20 mesi in botte di rovere, più 6 mesi in bottiglia. RUPESTRE, Sassella DOCG, con 9 gg. Di macerazione a contatto bucce, temperatura 28° C, affinamento 24 mesi in botti di rovere più 6 mesi in bottiglia. RISERVA, Valtellina Superiore DOCG, con 13 gg. di macerazione a contatto bucce, temperatura 250 C, affinamento 30 mesi in botti di rovere più 6 mesi in bottiglia.

Cantina Giuseppe Negri

MARGELLA, via Margella. Sopra Castione, la famiglia Negri Giuseppe e la moglie Ornella meritano particolare citazione per una contenuta produzione di rosso Valtellina di qualità interpretata con impegno. E' vino armonico, di buona struttura che si presta anche all'invecchiamento diventando aristocratico e austero. Unendo sforzi e competenza di piccoli produttori di vino si sono affermati vincitori a un'edizione del "Ciapel d'Oro" di Castione. II riconoscimento premia la dedizione. Accanto esiste ancora l'ex laboratorio del bottaio Negri Abbondio, poi condotto dal figlio Siro e quindi dal nipote Arnaldo.

Cantina Aldo Selva

VENDOLO, Via Vendolo. Aldo Selva, uomo di abili strategie gestionali, non è solo viticoltore, ma è proprietario della sei-ottocentesca Cà Melè destinata a demolizione. La sua cantina è stata costruita in stile retrò, tutta rivestita in pietra in un edificio moderno. Ambiente provvisto di tutte le tecnologie attuali per mantenere temperatura costante. Vasche e tini in acciaio. Botti in rovere e barrique francesi. Il risultato architettonico ed estetico è soddisfacente, quello tecnico è a dovere per un corretto controllo delle vinificazioni. Incoraggianti sono i successi di questa azienda che nel 2008 al 24° Ciapel d'Oro si è classificato primo nella classifica generale e anche in quella di Castione con un Valtellina DOCG. Aldo Selva produce da uve passite un pregevole Sforza" to, detto "Sfursat", di 36 mesi di maturazione. E' un vino da meditazione. La sua attività vitivinicola artigianale, unita ai reperti storici di Cà Melè (forno pane, affresco santella, portale) potrebbe avere un futuro di visite di storia e tradizione culturale, arte, paesaggi di vigneti e cantine.

Cantina Alfio Mozzi

CA’ BIANCA, sul versante retico in vista dell'Adda, poche case tra estesi terrazzamenti a vigneto, Alfio Mozzi è giovane vignaiolo di passione, attivissimo, tuttofare, che dal 1999 si dedica a tempo pieno alla viti cultura e alla produzione di un suo pregiato Sassella, già membro del Consiglio del Consorzio di tutela Vini di Valtellina. Fisico asciutto, forte e deciso, parla schietto sulla serietà di una produzione vitivinicola sana e autentica, lontana dalle mode chic e dagli affaristi del vino. Si dichiara "nato in vigna" e da alcuni anni ha lavorato per trasformare i filari di vigna verticale, secondo massima pendenza in filari orizzontali a gradoni, detti a "giro al poggio", praticabili anche da piccole macchine e apparecchiature per la raccolta delle uve. Papà Mozzi commerciava materiali quindi quella di Alfio è un'autentica sua vocazione e passione di lavoro e fatica tra le vigne. Ha sistemato a laboratorio di vinificazione una stalla e una vecchia cantina. Ora tutto è attrezzato di moderne dotazioni: pigiatrice-raspatrice, tini in acciaio per la fermentazione, che avviene in una decina di giorni. Quindi il vino viene messo in botti di legno di rovere francese della capacità di 30 ettolitri cadauna. Dopo due anni di stagionatura il vino Sassella è maturo per la vendita. Nelle regole che si è dato Alfio Mozzi realizza una linea naturale che accompagna e non stravolge il vino nella sua evoluzione, privo di interventi chimici. Sicuro del suo credo enologico, Alfio ha recuperato il vitigno originale ottenendo un vino da grandi occasioni. Nei momenti di maggior lavoro nella conduzione famigliare collaborano i suoi genitori e un nipote agrario. Fino al 2010 - asserisce - ho sempre conferito le mie uve alla cantina di Nino Negri. Da quando sono socio della cooperativa "ViVass" conservo una parte del raccolto per realizzare un vino di mia totale creazione, recentemente immesso sul mercato con successo. Il disciplinare prevede che il vino Sassella deve decantare in botte per due anni prima di essere commercializzato. Con i vigneti accuratamente lavorati, ritmati in gradinate con muri a secco, da quota 350 a quota 550 metri, esposte a mezzogiorno, su terreno roccioso che moltiplica l'apporto di calore solare. Dall'esposizione si può desumere la qualità pregiata del vino prodotto su questi versanti. Si tratta del celebre "Grisun", citato già dal governatore grigione Giovanni Guler nel 1616, denominazione rimasta anche alla contrada. Ma la denominazione era già nota in un documento del 1468 precedente alla dominazione dei Grigioni.

 

Azienda Agricola Boffalora di Giuseppe Guglielmo Azienda Agricola Terrazzi Alti di Siro Buzzetti

BALZARRO. Le Due aziende sono nuove realtà vitivinicole, che nel nuovo millennio hanno saputo muoversi con dinamismo e innovazione, nell'ambito delle principali scelte riguardanti enologia di qualità. Nel processo produttivo operano unitamente in un ambiente di moderne  tradizionali dotazioni, ottenendo una migliore utilizzazione e contenimento dei costi, in un binomio di collaborazione affiatato e creativo.  Aziende nuove "dove l'amore per la terra viene racchiuso e raccontato in bottiglia". Boffalora è il vento che soffia di notte verso il Lario. La zona di produzione viticola è Valtellina Superiore DOCG, con filari a giropoggio. Coltura non intensiva della vite, mantenendo i processi vitali della terra in modo equilibrato, di un vigneto accanto al bosco. Entrambe le aziende producono vino Valtellina Superiore DOCG Pietrisco  e l'azienda agricola Boffalora il rosso di Valtellina Alce o , da vitigni Nebbiolo e autoctoni (Pignola, Rossola, Brugnola). Accattivanti profumi, scorrevolezza gustativa. L'azienda Boffalora di Giuseppe Guglielmo produce anche miele biologico di montagna. La sua gestione è nomade su piccole distanze. In una prima produzione le sue arnie erano localizzate sul versante alpino orobico, più fresco e boscoso. Recentemente si è localizzato in versante alpino retico, fronteggiando l'allevamento d'api e le problematiche relative in modo armonico, senza farmaci. Le api affascinano, stupiscono, sorprendono. Le produzioni di miele di montagna sono: di robinia, multi fiore e multi fiore di alta montagna.  Il miele è un prodotto vivo, energetico, regolatore, battericida, estremamente utile al corpo umano. Gli enzimi più efficaci si trovano appunto nei mieli di montagna e d'alta montagna.

Cantina Pietro Selva

In contrada Vendolo, l'azienda agricola di Pietro Selva, classe 1979, è  dotata di una cantina ereditata dal padre, dove dal 2010 ha iniziato a vinificare con moderne e attuali dotazioni di tini d'acciaio e botti in rovere per maturazione e invecchiamento in bottiglia. I vigneti di proprietà estesi su 1,5 ettari, ben soleggiati, hanno le caratteristiche più consone all'idonea coltivazione di vini di gran personalità. Pietro Selva, viticoltore appassionato, produce Rossi di Valtellina: "Dosso del Cuculo" DOC e "Costiera delle Cicale" superiore DOC. Dal 2013 ha avviato la produzione dello Sforzato di Valtellina DOCG "Cicogna", passito rosso secco, frutto della selezione delle migliori uve Nebbiolo stese in cassette aereate, dove sviluppano fragranze aromatiche. Le uve di maturazione pigiate, dopo 24 mesi di affinamento in legno e bottiglia danno origine al pregiato "Sfurzat".

Cantina Michele Rigamonti

Michele Rigamonti è titolare dell'azienda agrituristica "La Spia", dotata di cantina e sala degustazione, inoltre è titolare anche dell'omonima impresa edile. Personaggio eclettico è stato fino al 2012 presidente dei

giovani industriali della Provincia di Sondrio. In seguito membro del consiglio Centrale di Confindustria, vicepresidente nazionale di ANCE e presidente della Fondazione Don Bosco Italia. I vigneti di sua proprietà, a conduzione biologica, sono ubicati alla Sassella e si estendono su 6000 metri a quota 400 m, esenti da prodotti di sintesi e diserbi, cercando di preservare artropodi attivi utili alla difesa del vigneto, tutelando anche le viti più vecchie. La produzione è di Nebbiolo, varietà Chiavennasca, in zona Sassella DOCG, una delle più rinomate e pregiate di Valtellina. La vinificazione delle uve biologiche viene realizzata mediante fermentazione in tini botte in legno di rovere, a temperatura spontanea, preservando la naturalezza del vino. Per le uve provenienti da aziende esterne, accuratamente scelte, la vinificazione avviene in fermentini con rimontaggi a cascata e temperatura tra i 24-28 gradi. Nell'affinamento occorre attenzione alla gestione delle fecce presenti nei vini, ruolo importante da non trascurare nella formazione di aromi e profumi. Al vertice della produzione si ottengono due vini di marcata personalità: Rosso DOCG  Sassella e rosso DOCG Inferno. Sintesi di un lavoro quotidiano di un intero anno, per il trionfo del gusto e della gola.

Cantina Fausto Moroncelli

Cantina Grisun, Via Grigioni, 16. Lungo la strada che dalla provinciale per Castione devia verso la frazione omonima si incontra il tipico ristorante Grisun di Fausto Moroncelli. Adiacente lo stesso, si trova la nuova cantina Grisun, che poggia su roccia con pareti di muri in pietra a secco. All'interno della stessa sono  custodite nuove botti in rovere e barrique francesi per la conservazione del vino ottenuto da uve delle sottozone DOC e DOCG della costiera del Sassella. La cantina si trova lungo la "Strada dei vini e dei Sapori" della Valtellina.

 

(Castione Un Paese di Valtellina 1985-2014)